Venezia (anche senza il carnevale)

Non avete mai visitato Venezia? Questa è l’occasione per farsi un’idea se sia il caso di andarci con i vostri piccoli. La città è assolutamente a misura d’uomo perchè senza il traffico dei veicoli, le stradine e le piazze (davvero tantissime), sono condivise solo con alcuni ciclisti. Per questo motivo, anche i bambini molto piccoli non corrono rischi particolari. I passeggini per i più piccoli sono molto impegnativi (per i genitori), costretti ad attraversare continuamente ponti fatti a scale per passare da un quartiere all’altro. Venezia non è un’isola ma un insieme di circa 150 piccole isole, che nel tempo, si sono allargate e collegate l’una all’altra in tutte le direzioni. Per questo motivo alcuni ponti  servono di passaggio fra un quartiere e l’altro seguendo una diagonale perchè le strade interne ad ogni quartiere non erano nate inizialmente per collegare in modo diretto le strade dell’isola confinante. Ogni isola aveva la sua autonomia, con il suo pozzo d’acqua al centro della piazza, la sua chiesa e le principali attività commerciali.

Come passa l’energia elettrica da un quartiere all’altro? Lungo l’arcata dei ponti. Come sono costruite le abitazioni e come fanno a mantenerle in efficienza e restaurarle se sono appoggiate sull’acqua? Anticamente, la parte più importante dell’esterno di ogni casa, era la facciata che aggettava sul canale e che doveva mostrare tutta la sua bellezza. Questo lato del palazzo però, era anche quello più bisognoso di cure e manutenzione perchè il passaggio continuo delle imbarcazioni nel canale, provocava le onde che andavano a frangersi proprio sulla parte bassa delle pareti. Per questo motivo si pensò ingegnosamente di isolare la facciata di ogni palazzo in modo tale che fosse possibile la sua ricostruzione senza indebolire il resto della struttura. Da diversi anni inoltre, per diminuire l’umidità ai livelli superiori delle case, si usano alcuni accorgimenti per limitare l’assorbimento dell’acqua dei muri. Il sistema consiste nel tagliare i muri della facciata in senso orizzontale a circa due metri dal livello dell’acqua, con una certa profondità come se si volesse staccare i piani superiori dalla struttura che si appoggia sull’acqua. All’interno di questo taglio, viene inserita una lamina metallica che funge da guarnizione isolante fra lo strato inferiore e la parte superiore dei palazzi. In questo modo, l’umidità è presente solo nei primi due metri dal livello dell’acqua. Non è facile intervenire su tutte le case, ma diversi proprietari hanno iniziato a fare questi tipi di intervento. Quando invece si devono restaurare le fondamenta cosa si fa? In accordo con il vicinato, con delle chiuse, vengono erette delle pareti metalliche lungo il canale specifico nel quale si dovrà lavorare e l’acqua viene aspirata via per tutta la durata dei lavori. In questo modo, l’accesso alle parti basse delle case e alle fondamenta è consentito come per i lavori di ristrutturazione in terra ferma.

Se volete conoscere in modo approfondito la storia tecnica di questa città, ecco il miglior video che abbiamo trovato:

Quando sono nate le gondole e quante sono oggi? Già nel XV secolo esisteva questo tipo di imbarcazione anche se di forma diversa: erano più corte e più spanciate e non così asimmetriche Solo fra il 1600 e 1700, la gondola diventa di dimensioni più lunghe simile a quella attuale di 11 metri e usata come veicolo di trasporto di persone mentre prima era essenzialmente un veicolo per il trasporto delle merci. La sua fisionomia continua ad evolversi, la forma asimmetrica e la pesante lama metallica sulla punta, permettono il bilanciamento dell’imbarcazione anche con il solo timoniere a poppa, che sta in piedi su una base decentrata rispetto all’asse centrale dello scafo. La gondola è assemblata in 280 pezzi e realizzata con 8 tipi di legname diverso che trattati con prodotti impermeabilizzanti, permettono una lunga vita a questa imbarcazione che rimane sempre in acqua. Le prime gondole erano coperte per proteggere le merci e i passeggeri. Solo recentemente con l’avvento di una massiccia presenza turistica, sono state tolte le coperture per far sì che ogni passeggero possa godersi la vista mentre viaggia a bordo.

Ma adesso eccoci arrivati alla nostra esperienza personale: la costruzione del Ponte di Rialto dopo aver visitato la città in tutto il suo splendore. Anche Fabrizio è stato a Venezia per la prima volta con il passeggino e dopo l’esperienza di salire e scendere ad ogni ponte da attraversare, è passato parecchio tempo prima di tornarci nuovamente.

 

 

 

Buona visione e buona costruzione!

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