Il Judo

Il Judo mi ha formato davvero. Mi ha aiutato a credere in me stesso, a stabilire equilbri e a sviluppare un metro di valutazione con buon senso. A tutto ciò aggiungo che mi ha salvato la vita in due incidenti motociclistici. Com posso non parlarne? A tutto questo si aggiunge una piacevole sorpresa che mi ha fatto tornare adolescente quando iniziai la mia attività sportiva con questa arte marziale. Anche voi al posto mio, avreste deciso di ricominciare a praticarlo dopo tanti anni, scoprendo con sorpresa che quando qualcosa si impara per bene da giovanissimi, non si dimentica più, nemmeno dopo 25 anni!

Guardate il trailer e capirete molto di più in attesa dell’intero episodio dedicato al judo. Parola di Raimondo!

Come si trova scritto semplicemente su Wikipedia, questi sono i valori del judo:

Il judo (柔道 jūdō?, Via della Cedevolezza) è un’arte marziale, uno sport da combattimento e un metodo di difesa personale giapponese formalmente nato in Giappone con la fondazione del Kōdōkan da parte del Prof. Jigorō Kanō, nel 1882. I praticanti di tale disciplina sono denominati judoisti o più comunemente judoka (柔道家 jūdōka?).

Vogliamo mostrarvi un incontro della finale degli ultimi campionati del mondo di quest’anno. Guardandolo potrete osservare il grande rispetto per l’avversario e la semplicità di comportamento del vincitore appena capito che era diventato il nuovo campione.

 

« Il jūdō è la via (?) più efficace per utilizzare la forza fisica e mentale. Allenarsi nella disciplina del jūdō significa raggiungere la perfetta conoscenza dello spirito attraverso l’addestramento attacco-difesa e l’assiduo sforzo per ottenere un miglioramento fisico-spirituale. Il perfezionamento dell’io così ottenuto dovrà essere indirizzato al servizio sociale, che costituisce l’obiettivo ultimo del jūdō.[2]Jū (?) è un bellissimo concetto riguardante la logica, la virtù e lo splendore; è la realtà di ciò che è sincero, buono e bello. L’espressione del jūdō è attraverso il waza, che si acquisisce con l’allenamento tecnico basato sullo studio scientifico.

Queste motivazioni sono sufficienti per comprenderne l’importanza nella formazione di se stessi, ma non solo questo ha spinto Raimondo a tornare in palestra  dopo molti anni, e allora scopriamo che altro lo ha convinto.

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