Gli invasori a Cefalù

Proseguendo il nostro viaggio sulla costa nord occidentale della Sicilia, dopo un pò di attesa in fila con l’auto, siamo riusciti ad entrare in Cefalù (Ras Melkart in fenicio, Κεφαλοίδιον in greco, Cephaloedium in latino, Gafludi in arabo, Cifalù in siciliano).

Questo spettacolo di architetture e paesaggi è situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la regione; nonostante le sue dimensioni, ogni anno attrae un rilevante flusso di turisti locali, nazionali ed esteri che, nel periodo estivo, arrivano a triplicare la popolazione, rendendo affollate le principali piazze e le strade più importanti del paese. (Wikipedia)

Il nostro soggiorno di circa 4 ore, ci ha aperto gli occhi su un concentrato di arte e cultura. Dall’alto della rocca dove è situato il Tempio di Diana, si scorgono sotto il centro storico della città con tutte le sue viuzze. Molti di questi vicoli che attraversano la lunga strada che collega la periferia alla zona del porticciolo, guardano verso il mare e i panni appesi alle finestre delle abitazioni, nei giorni di vento come in quello della nostra visita, sembrano salutare come tante braccia, gli infiniti gruppi di turisti di tutte le etnie. Dialogando con qualcuno del posto, ci sentiamo spiegare che gli isolani in genere, guardano con una certa diffidenza chi arriva nella loro terra perchè non essendo un luogo di transito forzato per un passaggio fra due luoghi distanti fra loro, visitare un’isola lo si fa intenzionalmente per andare proprio lì. Quando sull’isola, in questo caso la Sicilia, ci possiamo trovare dei beni che possono interessare a qualche visitatore, lì si disputa il confronto fra l’isolano e il “forestiero”. Migliaia di anni fa, forse non andavano per il sottile e l’invasore era sempre dietro la porta, in questo caso potremmo dire, a vista in mare. Crediamo che parte della popolazione arabo normanna, fenicia e greca, abbia piantato le tende a lungo da queste parti, influenzando profondamente il modo di vivere e di essere.

Oggi a Cefalù troviamo una calda accoglienza da parte della popolazione che si incontra per strada e che come molti popoli medio orientali, offre servizi, prodotti e testimonianze per far apprezzare a noi forestieri, la ricchezza del proprio territorio.

La cittadina, che fa parte del Parco delle Madonie, è inclusa nel club de I borghi più belli d’Italia, l’associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l’armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini. Cefalù fa anche parte della rete dei comuni solidali.

Il duomo della città inserito nel sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. (Wikipedia)

Quindi come un colpo di vento, vi prendiamo per mano per visitare brevemente insieme a noi, una parte del centro di Cefalù.

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