120 km di libri alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Oggi è stato un giorno di immersione totale in documenti e testi storici che hanno letteralmente fondato la lingua italiana. Non è stata una sessione di studio ma piuttosto una straordinaria occasione per noi, per essere introdotti all’origine della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Abbiamo visitato i vari settori di cui si compone, funzionali alla ricerca e alla lettura di un numero infinito di libri e volumi veramente di ogni epoca. Oggi, nell’era digitale, la consultazione di un testo sul proprio apparecchio elettronico, è alla portata di tanti, da qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi momento. Ma la nostra vita, a nostro modo di vedere, si nutre anche di contatti con luoghi e persone, di oggi e del passato. Anche per questo motivo, il contatto visivo con alcuni manoscritti che abbiamo avuto davanti agli occhi in questa occasione, ci hanno aiutato a fare un tuffo nel passato, espandendo la nostra visione della vita. Come ci ha raccontato uno degli addetti a questi visita nell’area dei manoscritti che sono appunto scritti a mano e quindi unici, – Dietro ad ognuno di questi libri, c’è la storia di chi lo ha scritto, di chi lo ha rilegato o stampato, e dei suoi proprietari, fino a quando è arrivato qui alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, seguendo differenti percorsi e circostanze. Ognuna di queste storie a volte documentate e a volte no, rende affascinante e sorprendente il solo fatto di aver permesso a questi libri di essere visti e apprezzati da noi in questa epoca e nelle epoche future – .

Se questi aspetti non fossero sufficienti per invitarvi a seguire il nostro episodio, aggiungiamo una informazione fondamentale che spiega quali pubblicazioni siano destinate a questo luogo. Per una legge statale, ogni pubblicazione su territorio italiano, deve essere custodita in copia presso questo istituto e il suo gemello a Roma, in una biblioteca centrale analoga. L’enorme quantità di libri che ogni giorno vengono recapitati presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, viene catalogata e resa disponibile alla consultazione dopo un intelligente e precisissimo lavoro di collocazione negli scaffali predisposti che per facilitare l’ottimizzazione degli spazi, organizzano i volumi raccolti per misura e dimensioni. Un sistema di archiviazione digitale, permette la classificazione e la ricerca per argomenti, ma, ancora oggi, la selezione e il prelievo di ogni libro richiesto in lettura da persone come voi e noi, viene eseguito personalmente a mano dagli addetti. Riusciamo a immaginare quanto queste persone si dedichino al loro compito di custodire e mettere a disposizione di tutti per la consultazione ogni giornale ogni rivista ogni libro? La loro preoccupazione per la salute dei libri che maneggiano e l’attenzione che c’è dietro ad ognuno di questi libri che mostrano segni di cedimento e necessità di restauro? Ognuna delle persone che abbiamo incontrato che faceva parte dello staff interno alla biblioteca, mostrava orgoglio e fierezza mentre ci raccontava le fasi di lavoro relative al proprio ambiente, alcune volte, anche con un pò di commozione e occhi lucidi.

Nel nostro episodio, ci viene mostrato il sistema di catalogazione e raccolta, e qualcosa che non avremmo mai immaginato,  ma che rende l’idea del volume di archiviazione di questo istituto. Mettendo in fila idealmente tutti gli scaffali pieni di libri esistenti presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, si ottengono 120 km lineari di testi uno accanto all’altro, che crescono ogni anno di più di un chilometro e mezzo!

Certamente oggi, con un tablet da 50€ è un pò di soldi, usati per acquistare libri elettronici, è possibile ottenere testi digitali in un attimo da ovunque ci sia internet disponibile e archiviarne decine di migliaia, o almeno, il loro contenuto, per consultare e leggere tutte le volte che vogliamo in un qualsiasi momento e sempre vicino a noi. Tutto quanto nello spessore di un “giornalino settimanale” come Topolino, ma di spessore inferiore.

Anche dal punto di vista della scansione per la catalogazione elettronica, lo staff della Biblioteca fa un gran lavoro, operando costantemente per rendere disponibili molti dei testi archiviati, soprattutto quando il loro stato di conservazione inizia a rendere problematica la consultazione pubblica di un volume.

Ciò che accadde qui dopo l’alluvione disastrosa nel 1966, più o meno in questi giorni, proprio a venti metri dall’edificio della Biblioteca, scosse il cuore del mondo intero: milioni di metri cubi di acqua e fango, allagarono il centro di Firenze producendo ingenti danni alla popolazione e all’umanità da un punto di vista di beni comuni. Ai piani superiori di questo edificio si riunirono volontari e dipendenti per salvare più volumi possibili dalla macerazione e distruzione. Davanti all’edificio, un continuo andirivieni di persone, dava l’idea di un pronto soccorso in caso di calamità, e riguardo ai libri, era proprio ciò che stava accadendo, sforzi incessanti senza curarsi della propria stanchezza per salvare il salvabile. Negli anni, qui a Firenze si generò un numeroso e capace staff di restauro che obbligato a curare numerosissime opere d’arte, sancì la fondazione di uno dei più autorevoli staff di restauro del mondo in svariate tipologie, dagli affreschi alle sculture lignee fino appunto, ai libri e manoscritti. Anche durante la nostra visita al settore dei manoscritti e dei libri rari, ci sono stati mostrati testi alluvionati e restaurati, la cui vista ha reso onore a coloro che si offrirono con tutto il cuore per restituire a nuova vita capolavori e libri, e fra questi i famosi “angeli del fango”.

E’ arrivato il momento di mostrarvi le immagini della nostra visita fiorentina. Cogliamo qui l’occasione per salutare e ringraziare tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo episodio, compresi tutti coloro che insieme a noi hanno partecipato alla visita alla meravigliosa Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

 

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